La Società Italiana di Cardiologia in Puglia e Basilicata compie 50 anni

Il congresso annuale della Società Italiana di Cardiologia taglia un traguardo importante. Se la SIC nazionale compie 80 anni, quella appulo-lucana presieduta dal dott. Giancarlo Piccinni festeggia i suoi primi 50 anni. Tradizione a parte, il congresso, la cui direzione scientifica è stata curata anche dal prof. Marco Matteo Ciccone, si conferma un momento di confronto tra cardiologi, cardiochirurghi e chirurghi vascolari pugliesi e lucani sui percorsi diagnostici e sulle procedure per migliorare i risultati organizzativi e terapeutici. Un evento che, sull’onda di un connubio ormai rodato, ha visto impegnate la SIC da un lato e, dall’altro, l’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (ANMCO). Ovvero le due più rappresentative e prestigiose associazioni di medici cardiologi. Durante la due giorni che si è tenuta ieri e oggi nel Nicolaus Hotel di Bari, sono state discusse le linee guida, nonché i percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA) per affrontare al meglio le malattie cardiovascolari.

Al centro dei lavori, in particolare, una road map per la presa in carico del paziente sulla base delle reti tempo-dipendenti, ovvero l’individuazione di un preciso timing per gli interventi, nonché del luogo di cura più appropriato a seconda delle caratteristiche della gravità delle patologie. Un percorso che vede la Puglia tra le prime regioni italiane ad avere individuato procedure salvavita in caso di infarto, arresto cardiaco, ictus o embolia polmonare.

Ma il congresso ha rappresentato anche un importante momento di confronto per fare il punto sullo stato dell’arte della prevenzione nelle malattie cardiovascolari anche in ragione di un fenomeno che sembra in ascesa, ovvero l’infarto “giovanile”: si registrano infatti sempre più casi di eventi che colpiscono soggetti con meno di 60 anni.

Grande attenzione alla prevenzione primaria del rischio cardiovascolare, ma anche del rapporto medico-paziente che sta vivendo un momento di crisi.

Infine, una sessione è stata dedicata alla cosiddetta “polipillola”. Spesso, una volta dimesso, al paziente cardiopatico vengono prescritte anche 10-12 pillole al giorno, con il rischio che il malato vada incontro a confusione o dimenticanze. In soccorso viene la polipillola che racchiude più compresse in una.