La sanità pugliese punta sulla formazione ma chiede più capitale umano

Prosegue l’impegno dell’AReSS, L’Agenzia Regionale Strategica per la Salute e il Sociale, e delle Università pugliesi nella formazione di nuovi manager della sanità. Dopo il corso di formazione manageriale per dirigenti sanitari incaricati della Direzione di Struttura complessa, l’AReSS e il Cursus, Coordinamento universitario regionale per la Formazione Superiore Sanitaria e Sociale, rilanciano con una offerta formativa di alto profilo.

Il Direttore Generale di AReSS Giovanni Gorgoni, il rettore uscente del Politecnico di Bari Eugenio Di Sciascio, il prorettore dell’Università degli Studi di Foggia Mauro Romano, il prof. Francesco Albergo della LUM di Casamassima (Bari), il prof. Alessandro Dell’Erba dell’UNIBA hanno presentato nella Sala Conferenze del Politecnico di Bari il nuovo Corso di formazione manageriale per Direttori Generali, Direttori Sanitari e Direttori Amministrativi di Aziende ed Enti del Sistema Sanitario della Regione Puglia. Tra gli 80 iscritti, c’è anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che ha voluto intraprendere questo percorso per condividere linguaggio e contenuti con i manager della sanità.

Un momento di alto profilo formativo, ma anche di confronto e riflessione su temi di strettissima attualità, a partire dalle possibili conseguenze dell’autonomia differenziata (peraltro in un settore delicato come la sanità) sulle regioni meridionali, a partire dalla Puglia. “La difficoltà più ardua per i futuri manager delle sanità meridionali – ha osservato il direttore generale AReSS dott. Gorgoni – è dovere guidare team di professionisti numericamente sotto dimensionati rispetto alla domanda. La Regione Puglia e le altre regioni meridionali hanno una importante sotto dotazione di capitale umano rispetto proprio a quelle regione del nord che chiedono autonomia differenziata, nonché mani libere proprio sui professionisti della salute”. Un dato su tutti: “Se avessimo nella sanità lo stesso numero di dipendenti per mille abitanti della Toscana, oggi avremmo 20.000 dipendenti in più che si aggiungerebbero ai 38.000 attuali e un monte stipendi annuale di 800 milioni di euro anni aggiuntivi. Sorvoliamo sul fatto che stando proprio a dati nazionali, il Sud è anche l’area geografica che ha un maggior carico di malattie croniche che nei fatti assorbono l’80% delle risorse finanziarie di un bilancio sanitario regionale”.

Ma torniamo al corso di formazione. Si tratta anzitutto del primo nel panorama nazionale ad aver recepito ed aver sviluppato nel proprio programma le tematiche stabilite dall’Accordo Stato- Regioni sottoscritto nel maggio scorso. Finalizzato ad accrescere e qualificare la professionalità dei manager del Servizio Sanitario, vede il coinvolgimento diretto dell’Istituto Superiore della Sanità.

Grazie all’attività formativa svolta da docenti accademici e di esperti di rilievo nazionale e internazionale, i partecipanti potranno acquisire conoscenze, capacità e competenze utili a gestire e risolvere problemi organizzativi, economici e gestionali tipici delle aziende sanitarie, nonché utilizzare gli strumenti di valutazione degli esiti delle scelte adottate.

“Proviamo a insegnare ai futuri vertici della sanità pubblica regionale – ha aggiunto Gorgoni – a essere la differenza il che non significa il più bravo e competente del gruppo dell’azienda diretta, ma significa sapere discriminare le situazioni, individuando ciò che importante rispetto a ciò che non lo è in un dato momento; sapere decidere indicando il necessario passo successivo, anche se ciò comporta fare scelte di esclusione; sapere semplificare il più possibile la complessità di sistema di una sanità universalistica”.

Il tutto ispirato e orientato a una dimensione etica dei comportamenti manageriali e sotto la direzione scientifica di Elio Borgonovi. “Il contributo delle università pugliesi è molto importante – spiega il prof. Borgonovi – in ragione delle diverse prospettive affrontate, da quella clinica a quella tecnologia del Politecnico; da quella economica e organizzativa a quella relativa all’analisi costi e benefici. Insomma, una preparazione a vasto raggio”.

Un altro elemento innovativo è rappresentato dallo sviluppo “in modalità parallela” nella sede dell’Università degli Studi di Foggia ed in quelle della Libera Università Mediterranea – LUM di Casamassima (Ba) e di Lecce. Insomma, un’offerta formativa di altissimo profilo professionale. Si tratta infatti di complessive 232 ore tra attività teorica e pratica in aula (184 ore da luglio a dicembre 2019); attività pratica sul campo in aziende sanitarie con tanto di project work (40 ore) e il workshop finale, in programma a gennaio 2020.

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