Il Tar Puglia sospende ordinanza “plastic free” della Regione

Il Tar Puglia ha sospeso l’ordinanza “plastic free” della Regione Puglia che prevede il divieto di impiego negli stabilimenti balneari e nelle aree demaniali marittime di contenitori di plastica per alimenti, tra cui le bottiglie in PET, bicchieri e altri articoli monouso. Per il Tribunale Amministrativo Regionale, l’applicazione della nuova Direttiva UE sulle plastiche monouso spetta allo Stato e non agli Enti Locali.

Accolto dunque il ricorso delle associazioni dei produttori di acque minerali e di sorgente (Mineracqua), dei produttori di bevande analcoliche (Assobibe), dei distributori specializzati nella distribuzione Food&Beverage nel canale Horeca (Italgrob) e della distribuzione automatica (Confida).

“Le decisioni della magistratura non si commentano, si applicano e si fanno applicare, almeno fin quando l’intero corso della giustizia non sarà completato” ha detto l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Gianni Stea. “Detto questo – ha continuato Stea – rivolgo un appello a tutti i gestori degli stabilimenti balneari e a tutti gli utenti degli stessi, che già al tempo avevano accolto con grande entusiasmo questa decisione della Regione Puglia, affinché si utilizzino da subito e il più possibile posate e stoviglie di materiale compostabile al posto di quelle di plastica che rappresentano un vero e proprio veleno per l’ambiente e l’ecosistema marino. La Puglia e i pugliesi hanno il diritto e il dovere di mostrare un elevato grado di civiltà e lungimiranza sulla questione. Ricordo che secondo i dati Ispra l’inquinamento sulle spiagge italiane ha raggiunto valori impressionanti a cui occorrerà porre un immediato freno: esattamente è stata calcolata una media di circa 770 oggetti ogni 100 metri di spiaggia, dei quali l’80% è rappresentato da plastica, ormai la regina degli inquinanti marini. Situazione che non cambia molto sui fondali in prossimità delle coste: si contano, infatti, circa 100 oggetti ogni chilometro quadrato mentre i rifiuti e micro-rifiuti che galleggiano nelle acque nazionali risultano essere ben 28 miliardi. Una situazione che non fa decisamente onore al nostro territorio”.

Immediata la reazione dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle dopo la sospensione del Tar: “Una trovata pubblicitaria su un tema che invece merita la massima serietà. La Puglia può e deve essere la prima regione italiana plastic free, ma per farlo servono iniziative serie e campagne di sensibilizzazione, non un’ordinanza spot, bocciata, come prevedibile dal Tar”. “Emiliano e Stea – continuano nella nota i consiglieri di opposizione – pensavano di precorrere i tempi con un’ordinanza annunciata in pompa magna. Peccato che la direttiva europea sulla quale si basava l’ordinanza, non è stata ancora recepita dallo Stato e imponga lo stop alla plastica dal 3 luglio 2021. Da mesi giace in un cassetto la nostra mozione a prima firma del consigliere Trevisi per rendere le sedi di Regione e Consiglio plastic free. Un primo passo importante anche per dare il buon esempio ai cittadini, peccato che l’incapacità della maggioranza di mantenere il numero legale abbia di fatto rinviato a data da destinarsi la discussione delle mozioni in Consiglio. Se davvero non vuole limitarsi agli slogan, Emiliano prenda esempio da quanto il M5S sta facendo al Governo, che da subito ha attuato iniziative concrete per ridurre il consumo di plastica e ad agosto inizierà il tour #iosonoplasticfree per ripulire mari e fiumi e incontrare i cittadini. Soltanto con vere campagne di sensibilizzazione e azioni condivise e graduali si può immaginare un’adeguata alternativa per salvaguardare un patrimonio unico come il mare di Puglia. Eliminare la plastica dai mari è una priorità per tutti: ma questo accadrà solo con azioni concrete e non annunci”.

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