Il Bari verso l’esordio, Mignani: “Ora agonismo e fame”

“Abbiamo bisogno di lavorare, però io sono convinto che se abbiamo l’atteggiamento giusto, se abbiamo la fame giusta, se abbiamo la voglia giusta, andiamo a fare una grande partita”. Si potrebbe definire un ottimismo realista quello dell’allenatore del Bari, Michele Mignani, che lunedì sera esordirà in campionato sulla panchina del Bari a Potenza nella prima giornata di Serie C (girone C). Dopo il passo falso in Coppa Italia contro l’Andria, sarà una prima volta abbastanza impegnativa, come ha sottolineato lo stesso tecnico genovese, che considera gli avversari in vantaggio sia di preparazione sia sul piano dell’intesa, avendo mantenuto l’ossatura dello scorso anno.
L’allenatore chiede pazienza alla piazza barese, anche alla luce di un mercato non ancora chiuso e delle note vicende legate al Covid. Ma avverte i suoi e dice: “Ok la tecnica, ma servono più agonismo e fame!”.

Ecco, nel dettaglio, cosa ha detto mister Mignani nella conferenza stampa prepartita in vista di Potenza-Bari, in programma lunedì sera nel capoluogo lucano:

“Rispetto all’ultima conferenza stampa, prima della partita con l’Andria, è cambiato poco. C’è una partita di mezzo e ci sono quattro allenamenti in più. La rosa è questa, non siamo tantissimi, soprattutto in alcuni reparti siamo abbastanza contati. Però siamo questi e con questi andiamo a fare le nostre battaglie. Le sconfitte insegnano sempre qualcosa. Credo che quella con l’Andria ci abbia detto che questo sarà un campionato difficile, dove tutte le squadre affronteranno il Bari con grande voglia di far risultato e noi dovremmo mettere in campo ancora più voglia di quello che metteranno i nostri avversari.

Io penso che purtroppo per noi è stato un precampionato particolare, non vorrei diventare ripetitivo, però tra il Covid e il mercato, ancora il Bari non è quello che sarà più avanti. Io credo poi che l’importante è il lavoro. È verissimo che è importante partire bene, ma può anche darsi che ci voglia un pochino più di pazienza per cercare di avere poi quello che sarà il Bari definitivo. Pazienza non significa sottomissione o non avere le idee chiare o non avere l’intenzione di partire forte dalla prima giornata. Perché noi abbiamo come obiettivo quello di andare a giocarci la partita con l’intento di provare a vincerla, con tutte le forze e con i giocatori che abbiamo. Però è anche vero che poi, come si dice, le pecore si contano al ritorno dal pascolo. Quindi è importante partire bene ma è altrettanto importante continuare meglio e finire benissimo.

Botta, rispetto alla partita di Coppa Italia con l’Andria, ha mezz’ora di partita nelle gambe, quattro allenamenti in più. C’è l’allenamento di oggi e la rifinitura di domani, quindi faremo le nostre valutazioni, cercheremo insieme allo staff di capire se c’è la possibilità di schierarlo dall’inizio o utilizzarlo a partita in corso. Celiento sta crescendo, è la seconda settimana che fa quasi tutto con la squadra, quindi quello che per noi è fondamentale è non fargli fare dei passi indietro, per cui monitoriamo passo passo quello che fa, cercando di portarlo in condizione, cercando di portarlo al massimo nel più breve tempo possibile.

Non ho preoccupazioni particolari per lunedì perché poi quello che è importante è guardare noi stessi. Sotto certi aspetti il Potenza può essere un pochino più avanti di noi perché ha mantenuto l’allenatore dello scorso anno, ha mantenuto la colonna portante della squadra dello scorso anno, mentre noi, per quello che è successo, abbiamo bisogno di lavorare. Però io sono convinto che se abbiamo l’atteggiamento giusto, se abbiamo la fame giusta, se abbiamo la voglia giusta, andiamo a fare una grande partita.
Belli ieri ha fatto allenamento differenziato ma sta bene, tra oggi e domani si aggrega al gruppo, Marras comunque è squalificato. Aveva un fastidio muscolare che stiamo gestendo ancora con più tranquillità in funzione del fatto che lui comunque lunedì non può giocare.

Citro e Celiento saranno sicuramente acquisti importanti per il Bari. Tutti e due stanno facendo passi da gigante per rientrare in gruppo, ci vorrà ancora un pochino di tempo però li aspettiamo con ansia. Per me Celiento è un centrale e all’occorrenza può fare il terzino ma è un centrale, sia in una difesa a tre, come ha fatto in passato, ma anche in una difesa a quattro.

Il mercato è molto semplice: la società in questi anni, lo sapete meglio di me perché voi c’eravate, io no, ha fatto degli sforzi importanti, grandi sforzi economici che purtroppo non hanno reso per quello che erano le aspettative, o meglio i soldi sono stati spesi ma i risultati sperati non sono arrivati. Questo non significa che vadano sperperati altri soldi. Il direttore Polito, che sa benissimo quali sono le esigenze nella costruzione di una rosa, sta facendo dei salti mortali. Sta facendo dei salti mortali proprio per il discorso che si faceva prima: bisogna fare uscire dei giocatori per poterne portare dentro altri e questo è un mercato complicato, dove si sperava tutti di non arrivare agli ultimi quattro giorni perché costruire prima ti dava la possibilità di lavorare prima con un organico diverso. Noi abbiamo in rosa 4/5 ragazzi volenterosi della Primavera che stanno facendo più del loro dovere, ma non è la stessa cosa avere giocatori pronti per un campionato come il nostro. Io non ho dunque nessuna novità da dirvi. So benissimo che questi salti mortali che sta facendo il direttore li moltiplicherà in questi quattro giorni e poi alla fine vedremo cosa saremo riusciti a fare ma non sempre si riesce a fare quello che si vorrebbe fare.

Lavorare con calciatori in uscita è una situazione non piacevole. Se fossimo riusciti a sistemarla prima l’avremmo sistemata prima, ma è anche vero che siamo tutti dei professionisti. Quindi io faccio l’allenatore e lavoro con quello che ho, i ragazzi, come abbiamo detto nella conferenza stampa pre Coppa Italia, devono accettare le scelte, perché la società ha il diritto di fare delle scelte. Poi alla fine del mercato si vedrà quello che è successo. Sono situazioni non dico frequenti e comuni ma che capitano all’inizio dell’anno e durante il mercato invernale.

Manè è un giocatore che io considero come gli altri e quindi è a disposizione, è un ragazzo che è cresciuto in questa parte di ritiro. Ieri nella partita che abbiamo fatto con la Primavera ha fatto il terzino è l’ha fatto molto bene, ha lavorato anche da centrale, quindi avendo quattro difensori contati più Celiento che stiamo recuperando, Manè sarà sicuramente un ragazzo che al bisogno, alla necessità si metterà a disposizione e darà il suo contributo.

I tifosi? Rispondo con una battuta e poi seriamente. Sicuramente la gente era in vacanza, in meritata vacanza, quindi aspetteremo i tempi in cui saranno rientrati. Poi dico quello che ho detto l’altra volta, che dovremo diventare bravi noi a fare in modo che questa risposta tiepida diventi grande calore. Abbiamo bisogno di tempo, non possiamo farlo oggi, bisogna farlo sul campo, con i risultati, non con le parole. Speriamo di farlo per poter avere tanta gente allo stadio. So benissimo che qui a Bari è un valore aggiunto.

La griglia di partenza del campionato? Non sono bravo a fare pronostici. È normale, per il blasone della piazza, il nome della piazza, tutto quello che gira intorno al Bari, chiunque lo pone tra le favorite. Poi c’è chi lo fa per nascondersi, c’è chi lo fa per scaramanzia, ecc. Io onestamente non vado dietro a queste cose. Io credo che per fare bene, per conquistare vittorie non serve il colore dello stemma, la dimensione dello stemma, il nome della squadra, ma servono i fatti che si fanno in campo. A volte hanno vinto squadre che non erano favorite ma che avevano dei valori importanti, a volte hanno vinto squadre che erano favorite perché hanno dimostrato di avere valori importanti.
Dove metto il Bari? Non lo metto, il campionato non è ancora cominciato, non so dove metterlo. Non per metter le mani avanti, se prima ho detto che secondo me il Potenza rispetto a noi lunedì ha qualcosa in più perché ha mantenuto l’allenatore dell’anno scorso, ha mantenuto la colonna portante dell’anno scorso, è evidente che percepisco che non siamo ancora il Bari che vorrei. Il Bari che vorrei ha ancora molti margini di miglioramento, ma questo per me è un pensiero positivo, non un pensiero negativo. È per questo che dico che poi i conti si fanno alla fine e non adesso. Non la faccio una griglia di partenza, non la faccio, non mi interessa, ma so che cosa ci vuole per stare davanti agli altri.

So benissimo che chi incontra il Bari metta qualcosa in più, ma la trovo una cosa normale. È lo spirito che dovremmo avere noi quando andiamo ad affrontare qualsiasi avversario, mettere qualcosa in più degli altri. Perché se ce l’abbiamo a livello tecnico, dobbiamo metterlo di più a livello di agonismo e di questa benedetta parola che si chiama fame“.