Il Bari a Messina mette la… quarta (maglia e vittoria)

Il Bari mette la… quarta. Il riferimento non è solo allo slogan legato al lancio della quarta maglia, la blu, indossata oggi per la prima volta, ma soprattutto alla quarta vittoria in sei giornate. I biancorossi nel turno infrasettimanale a Messina, dopo il pareggio interno contro la Paganese, sono subito tornati al successo. Un successo limpido, nel risultato, 2-0, ma anche nel gioco, in un match tenuto in pugno per tutti i 90 minuti.

Con Bianco e Di Gennaro fuori gioco, mister Mignani non si è limitato a trovare la soluzione per il ruolo di play con Maita, ma ha fatto ricorso al turn-over a causa degli impegni ravvicinati. E così ha inserito Pucino per la prima volta titolare come terzino destro al posto di Belli, ha riproposto Mazzotta sul versante opposto al posto di Ricci, ha schierato Celiento al centro della difesa in coppia con Terranova dando un turno di riposo a capitan Di Cesare, ha messo Scavone a completare la mediana ed ha affidato l’attacco a Simeri e Cheddira facendo rifiatare Antenucci.

È stato ancora l’argentino Botta ad aprire le marcature, al 9′, ancora una volta con una incursione centrale, splendidamente imbeccato da D’Errico, sicuramente tra i migliori nella trasferta siciliana. Dopo una gara gestita senza particolari preoccupazioni, il raddoppio è arrivato al 76’ e porta la firma di Daniele Paponi, subentrato con Marras al 70′ a Simeri e Cheddira. Anche questo un gol di pregevole fattura: scambio Marras-Scavone al limite dell’area messinese, cucchiaio per Paponi che ha agganciato, si è girato e ha ‘trafitto’ il portiere di casa, Lewandowski.

Quarta vittoria, dunque, che, insieme ai due pareggi, porta il Bari a quota 14 in classifica, al primo posto solitario, con un punto di vantaggio sul Monopoli, secondo, che domenica prossima sarà di scena proprio al San Nicola.

“È stata una partita difficile – ha commentato mister Mignani nel dopo gara – perché abbiamo giocato contro la squadra che ci apriva molto, che aveva possesso palla. Però i ragazzi stati molto bravi, sono stati bravissimi perché hanno corso, hanno cercato di coprire bene gli spazi, hanno raddoppiato le marcature quando c’era bisogno. Abbiamo rischiato poco. Io credo che la squadra sotto questo aspetto stia lavorando molto bene, dove crescere ancora sotto l’aspetto della gestione della palla, perché nel primo tempo tante volte quando l’abbiamo riconquistata l’abbiamo subito persa. Noi dobbiamo avere la capacità di decidere quando tenerla e consolidare il possesso, quando andare ad attaccare. Però creiamo occasioni, forse anche troppe per quello che poi riusciamo a finalizzare, ma sono contento. I ragazzi se lo meritano. Una partita che ci dà ulteriore morale, che ci dà fiducia, che ci dà forza poi sappiamo che il campionato è lungo, quindi passetto dopo passetto proviamo a diventare una squadra forte.

La difficoltà per me è alta, nel senso che scegliere i primi 11 è difficile, molto difficile perché stanno bene, ora cominciano a stare bene tutti, chi più chi meno, però questa deve essere la forza del nostro gruppo se riusciamo tutti quanti a capire che ognuno può dare una mano, a volte 1 minuto, a volte 10, a volte 95. Poi, si sa, le partite a volte vanno bene, a volte vanno male, ma oggi credo che la squadra abbia meritato di vincere la partita.

Secondo me il tempo è stato gestito abbastanza bene, i cambi ci hanno ridato linfa, ci hanno ridato forza, ci hanno ridato quello che magari stavamo perdendo, però i ragazzi stati bravi tutti. Nel secondo tempo c’è stata una leggera sofferenza, ma più che sofferenza quando la squadra si è abbassata ha lavorato insieme, ha lavorato 20 metri più bassa ma ha concesso solo qualche qualche punizione e un’occasione dove abbiamo perso la possibilità di scappare un attimo prima con la linea difensiva però poi sono stati bravi a recuperare.

Io credo che questa squadra abbia la possibilità e la qualità per divertirsi ancora di più. Troppe volte abbiamo regalato palloni appena riconquistati, il fatto di avere giocatori che tolgono un po’ i punti di ferimento è una cosa che a me piace molto, piace questa intercambiabilità dei ruoli e questa disponibilità a fare più cose”.