De Laurentiis presenta a sorpresa la 4ª maglia del Bari

Ha scelto una modalità insolita il presidente Luigi De Laurentiis per presentare, a sorpresa, la quarta maglia del Bari. Nel corso di un incontro con la stampa ha fatto consegnare ad ogni giornalista un pacchetto chiedendo di non aprirlo. È stato lui stesso in avvio di conferenza a dare l’ok all’apertura: all’interno del contenitore una nuova maglia della SSC Bari, di colore blu, che sarà appunto la quarta divisa della squadra biancorossa.

È stato poi spiegato che questa maglia è stata realizzata dal centro R&D Kappa in stretta collaborazione con la stessa SSC Bari rivisitando i colori delle due società nate dalla Bari di Floriano Ludwig e poi fuse in un’unica squadra della città. La grafica è ispirata a una stella che si ripete in maniera crescente e geometrica su tutta la maglia, che rappresenta simbolicamente la definizione di «Stella del Sud» che la città e la squadra hanno assunto negli anni. Il colore blu, inoltre, è un omaggio all’azzurro dell’Italia e della Nazionale italiana.

“Sono maglie – ha detto De Laurentiis – che abbiamo studiato per un anno intero insieme al centro stile Kappa. Ci teniamo moltissimo al look che il Bari deve avere in campo e quindi insieme a Kappa abbiamo continuato quest’anno a costruire, a creare delle maglie belle e competitive. Questa maglia farà parte del corredo delle quattro maglie poi a seconda degli avversari che incontreremo, dei colori che hanno, la utilizzeremo non appena sarà possibile.

Se mi auguro di vedere più tifosi domenica allo stadio? Sì. Diciamo che per ora abbiamo fatto un primo passo che aiuta il morale, aiuta anche il lavoro di tanti mesi. È stato difficile nei mesi di ricostruzione sentire tutte le problematiche o comunque anche leggere certi articoli. È stato difficile per me che comunque cercavo nelle difficoltà di ricostruire, ripartire con un certo criterio. Nei mesi in cui abbiamo ricostruito questo percorso dove ora c’è una direzione tecnico sportiva molto precisa e costruita anche secondo certi criteri e secondo certi canoni, è stato difficile per così tanto tempo tener botta di fronte a tutte queste critiche. Diciamo che ora, al momento, un primo passo è stato fatto e questo premia il duro lavoro fatto attraverso le scelte del direttore sportivo, le scelte di mercato, il lavoro dell’allenatore, il lavoro dello staff. È un lavoro d’insieme e abbiamo visto i primi frutti positivi. Quindi io veramente sono ancora più concentrato di prima. Il risultato aiuta per creare, per iniziare a costruire una mentalità di gruppo. Non c’è dubbio che siano arrivati anche molti giocatori che hanno una grossa mentalità, sono dei vincenti, sono dei positivi e questo aiuta a costruire l’unità di gruppo e si vede anche in campo dove si lotta fino all’ultimo minuto e dove a volte il risultato sporco è ciò che conta, perché il risultato finale è tutto, sopratutto in una serie così difficile, in dei campi non facilissimi. A volte ci ritroviamo in dei campi in cui il pallone scivola incredibilmente e quindi diventa molto difficile per chi ha un gioco bello come quello che sta cominciando a costruire il Bari. Quindi le prossime settimane saranno cruciali. E poi il campionato è infinito, lunghissimo.

È l’anno buono? Come ho detto, abbiamo fatto solo un primo passo di ricostruzione, ovvio che le persone che abbiamo, la mentalità che c’è oggi mi può fare ben sperare. Poi davanti a questa domanda mi piacerebbe poter rispondere assolutamente sì, ma questo si vedrà a lungo termine perché fa parte proprio di una continuità che si deve andare a costruire nelle teste di 25 giocatori che devono tutti, anche coloro che stanno in panchina, stra allenarsi, stra motivare il prossimo, quindi è un lavoro d’insieme.

Sì, è vero, Napoli e Bari sono entrambe prime, ma potrebbe essere che oggi sì, domani no. Quindi, in verità, dopo dopo tanti anni di calcio… Sono momenti in cui magari per un weekend si va a dormire in maniera più tranquilla, non ci si sveglia in mezzo alla notte con gli incubi. Però è molto breve, perché oggi è un weekend positivo, domani già non lo è più. Sapete meglio di me quanto le squadre che rincorrono possono ritrovare punti facilmente. Non ci pensiamo in nessun modo, andiamo avanti, diciamo che ci fomenta a non perdere quel vantaggio il più possibile, quindi si è ancora più concentrati nel sentire tutti i reparti e far sì che tutti reparti non perdano un minimo di concentrazione, questo assolutamente sì, ma è solo quello perché poi alla fine, in un anno in cui il Bari non può sbagliare nulla, ma lo era anche negli anni precedenti, quest’anno ancor di più ogni virgola viene presa, analizzata e studiata proprio per non sbagliare nulla.

Le dichiarazioni di Gravina sulla multiproprietà? In realtà non si è ancora pronunciato nessuno quindi possiamo domandarcelo tutto l’anno. Fino a quando non verrà presa una decisione io non so cosa rispondere su questo argomento sinceramente. Anche perché eventualmente il problema sarebbe mio, solo mio e di nessun altro”.

Rispetto alla scelta della tifoseria organizzata di disertare lo stadio a causa della contrarietà alle norme anti covid, De Laurentiis ha commentato: “Purtroppo io penso che sia in mano a un’ideologia da parte di gruppi organizzati e di tifoserie molto precise che evidentemente cercano identità nel seguire una una ratio. Per me non c’è, non esiste. Cioè se io fossi un tifoso, di qualsiasi sport mondiale, nel momento in cui la vita mi permette di tornare a vivere, io sono il primo che o si abbona o va assolutamente allo stadio, anche se le disposizioni mi dicono che non posso portare la mia bandiera. Porto la mia voce, le mie grida, porto le mie urla per sostenere per sostenere la squadra in cui ho sempre creduto. Cioè, non cambierebbe nulla per me. Però rispetto i pensieri di tutte le tifoserie, che sono ben diverse l’una con l’altra. È ovvio che il rammarico c’è, proprio perché una squadra come il Bari ha il grandissimo vantaggio di avere una tifoseria così importante che farebbe la differenza in campo. Quindi mi auguro già da domenica di avere più pubblico rispetto alla prima partita. Naturalmente mi auguro che anche i risultati creino grande entusiasmo. Poi, ripeto, se vengono frenati dal Green pass, quello purtroppo lo condanno perché per me è follia, assolutamente, perché non mi rappresentano e non rappresentano secondo me quella che è la tifoseria sana del Bari o del calcio in Italia o nel mondo in generale”.