Che sofferenza per il Bari a Palmi, ma il punto è prezioso

Partiamo da una certezza: il punto conquistato a Palmi dal Bari nonostante tutto rappresenta un bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. Aver pareggiato su un campo difficile (inteso letteralmente come terreno di gioco, piccolo e sintetico), contro una squadra votata al difensivismo, nona in classifica e all’opera tra le mura amiche, già di per sé non è un risultato da disprezzare.

A tutto questo va aggiunto il contemporaneo pareggio della Turris a Castrovillari e il fatto di aver concluso la partita in nove uomini per due espulsioni.

Davvero ingenerose sono apparse le critiche nei confronti di mister Cornacchini, reo a giudizio di qualcuno, di aver sbagliato formazione (Marfella, Bianchi, Cacioli, Di Cesare, Quagliata, Bolzoni, Langella, Brienza, Floriano, Neglia, Pozzebon). Considerata la squalifica di Hamlili e le non perfette condizioni di Simeri partito dalla panchina, quella iniziale era sicuramente la miglior formazione possibile. L’allenatore ha anche cercato di dare una scossa in corso d’opera, passando dal 4-2-3-1 al 4-3-3 e invertendo gli esterni offensivi, ma non è bastato. Questo non autorizza a sostenere che sia stata sbagliata la formazione, piuttosto che la formazione sulla carta più “giusta” in quel momento, non riusciva a dare il massimo al di là di una sterile supremazia territoriale. Che sia andata così lo dimostra il fatto che la scossa non percepita attraverso le variazioni tattiche è arrivata paradossalmente con la prima espulsione. Incontestabilmente, subito dopo il sacrosanto rosso a Quagliata al 59’ per una entrata da “kung fu” su Lavilla, il Bari ha iniziato a giocare con una verve mai emersa nella prima ora di gioco e che, nonostante l’inferiorità numerica, poteva portare alla vittoria. Basti pensare alla gran parata del portiere di casa sul colpo di testa di Langella al 67’ e al gol annullato a Di Cesare per un blocco di Bolzoni in area che nove volte su dieci non viene fischiato. Ad onor del vero va anche segnalata la parata decisiva di Marfella all’82’ su Ouattara.

L’aver cercato “davvero” la vittoria solo tra l’espulsione di Quagliata e quella di Simeri (in nove era giusto difendere lo 0-0) è la principale critica che si può muovere ai biancorossi, unitamente alle ingenuità sui due rossi che potevano costare la sconfitta. Paradossalmente il secondo, quello dell’attaccante, è più “censurabile”. Il primo, per quanto grave e pericoloso, è stato il frutto di una errata valutazione da parte di Quagliata durante un’azione di gioco, tra l’altro commessa in parità numerica. Si è subito scusato con l’avversario essendosi reso conto dell’errore. La seconda espulsione, quella di Simeri, è “imperdonabile” perché dovuta ad una inutile protesta nei confronti dell’arbitro, già in inferiorità numerica e nel momento in cui i biancorossi stavano comunque cercando di spingere sull’acceleratore. E poteva davvero costare cara.

Il bilancio finale è comunque positivo perché quel che resta sono gli undici punti di vantaggio sulla Turris con una partita in meno da disputare.

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