Mignani: “Formazione per Catania? I ragazzi ora mi stanno mettendo più in difficoltà sulle scelte”

Il Bari, secondo in classifica a 7 punti nel girone C di Serie C, si prepara a disputare la sua seconda trasferta consecutiva nella quarta giornata di campionato. Lo farà domenica pomeriggio (14,30) sull’ostico campo del Catania. La squadra biancorossa partirà domani alla volta della Sicilia e di conseguenza la consueta conferenza stampa prepartita è stata anticipata di un giorno.

Ecco cosa ha detto mister Mignani:

“Noi dobbiamo ragionare pensando di preparare ogni partita per vincerla, sempre, che si gioca in casa o in trasferta. Poi ogni partita ti mette di fronte a delle difficoltà e noi dobbiamo sempre cercare di lavorare per andare oltre alle difficoltà. Quindi l’obiettivo è questo e stiamo lavorando per questo, mancano ancora due giorni. Dobbiamo provare a metterci nella testa questa mentalità cioè di andare a provare a vincere dappertutto.

Quando si gioca bisogna sempre tenere in considerazione che abbiamo di fronte un avversario. Le partite che abbiamo fatto fino ad oggi ci dicono che nel secondo tempo c’è stata una crescita, probabilmente una crescita fisica o può essere associata ad un calo dell’avversario però io credo che probabilmente l’approccio alla partita e i primi minuti della partita sono sicuramente più complicati che il prosieguo.

Il Catania è una squadra formata da giocatori di categoria, in tutti i reparti, solida e esprime anche una buona idea di calcio e ha giocatori vivaci e molto pericolosi da metà campo in avanti per cui mi aspetta una squadra che vorrà provare a batterci, gioca in casa, è vero che viene da una sconfitta però è stata una sconfitta secondo me immeritata, in casa aveva vinto facendo una buona partita due settimane fa per cui mi aspetto una partita tosta, difficile, ma come sono tutte le partite del campionato e noi dobbiamo lavorare molto sulla mentalità, sulla voglia di provare a mettere sotto l’avversario e di provare a far partita dal primo minuto.

No, non è un esame della verità perché qui ogni settimana c’è un esame della verità, a prescindere dall’avversario. Qui l’obiettivo è fare punti ogni domenica e quindi noi siamo abituati a questo. Per me l’esame della verità era la prima di campionato, la Coppa Italia, era la seconda, la terza, inteso come obiettivo di giornata, poi ripeto il campionato è ancora lungo quindi gli esami ci sono di settimane in settimana ma quello che poi contare è arrivare come si deve arrivare alla fine.

Questa settimana, rispetto alla settimana precedente, i ragazzi mi stanno mettendo ancora più in difficoltà. È vero che mancano due allenamenti però è anche vero che, a parte qualcuno, anche quelli che sono arrivati per ultimi si stanno allineando, sono pronti, hanno portato entusiasmo, hanno portato qualità nell’allenamento, quindi scegliere la formazione è sempre difficile, però allo stesso tempo, sotto certi aspetti, ti lascio tranquillo perché sai che qualsiasi scelta tu faccia, hai la scelta comunque di mandare in campo gente pronta, gente che che sa quello che deve fare, gente che può alzare l’asticella e la qualità della squadra. Tanto poi la formazione giusta si conosce sempre al 95º, non la conosci mai prima della partita. Quindi io sono contento di avere la possibilità di scegliere, so bene che averne 11 è più semplice, averne 22 è più difficile, però noi sappiamo che ci sarà spazio per tutti e poi come ho detto la settimana scorsa credo di avere a che fare con dei con dei professionisti seri, con dei ragazzi grandi, con degli uomini e loro sanno che chi ha sposato il progetto di venire qui a Bari sa che deve conquistarsi il posto, dove cercare di mantenerselo, deve dare il contributo e se tutti sanno che a volte 5 o 10 minuti valgono più di 90.

Io sono convinto che nel 98-99% dei casi le vittorie si conquistano attraverso le prestazioni e le prestazioni contemplano una serie di fattori che sono la parte agonistica, la mentalità, la fame, la parte tattica. E io credo che dobbiamo cominciare a portare dentro tutti questi fattori. È difficile vincere una partita non meritando, sì, lo puoi fare una volta, puoi capitare due volte, a volte puoi perdere non meritando di perdere, però alla fine se fai le cose giuste, sotto tutti gli aspetti, secondo me è più facile vincere le partite. Quindi sarò contento se avremo vinto ma so che per vincere bisogna bisogna metterci qualcosa di concreto, perché è così.

Non ha senso per me guardare più in là della partita di Catania. Noi abbiamo un obiettivo e dobbiamo ragionare di settimana in settimana e cercare di fare più punti possibili, perché i punti che abbiamo fatto fino adesso e che speriamo di fare domenica poi ci ritroveremo alla fine dell’anno. Ma chi vuol vincere deve dare continuità, di vittoria se possibile, o comunque continuità di punti e quindi non posso prevedere se sarà un campionato livellato, equilibrata, se ci sarà una squadra in fuga, perché poi a volte fare 3-4-5 vittorie di fila può succedere a chiunque e magari prende prende un po’ di vantaggio, ma il campionato è talmente lungo che ci vuole equilibrio. Questa è la parola chiave, è la parola che dobbiamo utilizzare, sia nel bene che nel male. Quindi non lo so.

Non posso fare paragoni con gli scorsi anni perché non c’ero, non li ho vissuti, onestamente non ho nemmeno chiesto di farmi raccontare nulla perché non mi serve. Io ho un gruppo nuovo, alcuni ragazzi sono rimasti dall’anno precedente, alcuni sono arrivati, io ho un mio modo di gestire la squadra, lo spogliatoio, sicuramente il direttore che è arrivato è diverso da quello che c’era l’anno scorso, per cui noi abbiamo un’idea di come fare come fare calcio, poi a volte sono i risultati che ti aiutano. C’è sempre una domanda a cui è difficile rispondere: se è la vittoria che fa il gruppo o se è il gruppo che fa la vittoria. Io sono più convinto che sia il gruppo che fa la vittoria, però poi il gruppo si vede alla lunga, sta nascendo secondo me un gruppo affiatato, un gruppo che lavora per un obiettivo unico. Come ho detto l’altra volta, dobbiamo pensare al bene del Bari e non al bene individuale. Se vinco la partita 1-0, a me non interessa chi segna, può segnare anche il portiere, può segnare quello che è entrato, può segnare il terzino destro, il terzino sinistro, non è importante. Io vorrei fare tre punti anche domenica a prescindere, con lo spirito di squadra che stiamo cercando di mettere dentro tutte le partite.

A voi piace parlare di singoli, a me molto meno. Simeri è entrato due partite, ha fatto due gol e il secondo gol è valso tre punti alla squadra quindi sono stato felicissimo per i ragazzi, però tutti mi stanno mettendo in difficoltà, non solo Simeri, perché a volte, come ho detto prima, non è importante chi segna anche se credo che sia giusto che gli attaccanti prendono meriti quando fanno gol, ma è importante quello che gli ha passato la palla, quello che ha costruito l’azione e quello che ha passato la palla a quello che ha fatto l’ultimo passaggio. Quindi tutti mi stanno mettendo in difficoltà, l’ho detto prima, non solo Simeri. C’è qualcuno che sta un po’ meglio, chi meno. Però una settimana in più di lavoro ha fatto crescere in tanti.

Sono convinto che una fase difensiva è una fase difensiva collettiva. Non è un giocatore o due giocatori, è vero che quei giocatori più esperti possono avere magari a volte una lettura individuale che ti risolve un problema però se la squadra in questo momento, nelle ultime partite, ha subito poco è perché c’è la partecipazione di tutti, a partire dagli attaccanti che si sacrificano tantissimo e che proprio per questo motivo magari hanno la possibilità più di altri di essere cambiati o di subentrare a partita in corso, proprio per il lavoro che stanno facendo. Ma credo che sia un presupposto fondamentale per una squadra, non c’è attacco e difesa, bisogna lavorare tutti per cercare di mettere l’avversario in difficoltà, di chiudere gli spazi, di raddoppiare le marcature, e la squadra deve essere sempre corta, se non la puoi accorciare da dietro in avanti, deve essere accorciata davanti dietro.

Antonucci sta bene, ha fatto tutta la settimana con ragazzi, per cui è al pari degli altri, valuteremo in questi due giorni se farlo giocare dall’inizio oppure a partita in corso, però sta bene. Anche ieri ha dato segnali importanti, Antenucci conosciamo che giocatore è, un valore aggiunto per noi e ha superato il problema per cui sta bene.

Il centrocampo nel modulo che interpretiamo noi, è un ruolo dove c’è molto sacrificio, perché devi partecipare sempre, come si diceva prima, alla fase difensiva, devi cercare di accompagnare l’azione e quindi hai veramente tanto campo da coprire. Però è vero che con cinque cambi puoi sostituire la gente che è un po’ più stanca. La fluidità di manovra secondo me è cresciuta nelle ultime due partite e poi devi anche considerare l’atteggiamento dell’avversario perché quando l’avversario si abbassa con 10-11 giocatori sotto la linea della palla diventa più difficile muoverla, diventa più difficile trovare degli spazi per andare poi a chiudere l’azione. Però il discorso che facevo prima del fatto che tanti ragazzi mi stanno mettendo in difficoltà è perché stanno cominciando a stare bene tutti. Può significare che magari qualcosa si può cambiare ma se si cambia e quando si cambia è perché è compito dell’allenatore far sentire tutti importanti, visto che livello è pari. A volte lo puoi fare per dare un turno di riposo a qualcuno, a volte puoi farlo per dare uno stimolo in più ad uno che magari sta giocando e che percepisci che magari sta abbassando l’attenzione, però credo che abbiamo 6-7 centrocampisti di un certo livello e possono giocare tutti dall’inizio e possono dare tutti il loro contributo”.