Alga tossica a San Giorgio: può provocare febbre colpendo naso e gola

Dopo i recenti problemi legati agli sversamenti in mare sulla costa sud di Bari, nuovi problemi per i bagnanti in quel tratto di lungomare. Questa volta è l’alga tossica a creare qualche apprensione. Dai rilevamenti dell’Arpa, pubblicati nel report della seconda quindicina di luglio, emerge infatti una criticità nella zona di San Giorgio: Lido Trullo e dintorni. Infatti se nei primi quindici giorni di luglio il dato era fermo a zero, nei secondi quindici giorni sono emersi parametri evidenziati con il colore rosso, corrispondenti ad una presenza “molto abbondante” di alga tossica. I valori, che rappresentato la densità espressa in cellule per litro, vanno da 784.289 a 64.079, in base alla profondità.

L’alga tossica, il cui nome scientifico è Ostreopsis ovata, può provocare, come si legge sul sito del’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione dell’Ambiente, “malessere transitorio nei bagnanti (riniti, faringiti, laringiti, bronchiti, febbre, dermatiti, congiuntiviti) in concomitanza di elevate concentrazioni nelle acque e sui fondali, e soprattutto dopo mareggiate (le mareggiate favoriscono la formazione di aerosol marino, che può diffondere la tossina nell’aria)”. Dunque non è la presenza nell’acqua a creare i problemi maggiori, ma quando le onde fanno infrangere l’alga sugli scogli provocando una dispersione nell’aria che attraverso la respirazione colpisce le persone.

I consigli: in questi casi evitare lo stazionamento lungo le coste rocciose durante le mareggiate e limitare il consumo a scopo alimentare di organismi quali, ad esempio, i ricci di mare. Infatti i ricci, a causa della loro eco-biologia (brucano sulle alghe) potrebbero potenzialmente accumulare la tossina.